Quando l’Europa si ritrovò unita


GermanyLe celebrazioni per il ventennale della caduta del Muro di berlino. In programma mostre, performance e spettacoli per evocare la fine della Guerra Fredda e dei “blocchi” Un’immagine simbolo delle Germanie divise

Milano si prepara a celebrare i vent’anni dalla caduta del Muro di Berlino. Oggi, 9 novembre l’intera città rende omaggio allo smantellamento del muro simbolo della Cortina di Ferro, la cui caduta segnò la fine del comunismo e aprì la strada alla riunificazione tedesca. Un evento simbolo per la liberazione dei Paesi oppressi ed auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo. “Una giornata per pensare e rappresentare un valore che spesso consideriamo scontato: la libertà – spiega l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory -. Vogliamo allestire un progetto culturale che si muove su due direzioni: produrre eventi sul territorio per intercettare l’interesse della cittadinanza e spiegare che i muri sono dentro di noi e hanno lo spessore del pregiudizio e dello stereotipo. Perciò, – continua Finazzer Flory – ho pensato che l’arte contemporanea potesse essere il genere culturale adatto a celebrare questo importante avvenimento”. Un ricco calendario di appuntamenti animerà l’intera giornata. A partire dalle ore 11.00 con la cerimonia di intitolazione dei giardini di viale Montenero al “9 Novembre, anniversario caduta del Muro di Berlino”. Seguirà alle 12.00, nel cortile interno di Palazzo Reale, una performance di arte contemporanea dell’artista Dario Milana, DTAO. Si tratta di un’opera interagente che vive attraverso il gesto della condivisione. L’artista realizzerà un muro di cinque metri e trenta per venti di lunghezza e lo farà cadere alla presenza dell’assessore Finazzer Flory che ha invitato intellettuali, artisti, istituzioni e giornalisti per distruggere insieme il muro. L’atto di demolizione del muro avviene in una performance che racchiude nel fare artistico la potenzialità comunicativa e trasversale dell’arte. La Loggia dei Mercanti ospiterà dal 9 al 22 novembre la mostra fotografica I Graffiti del Muro di Berlino, parte del progetto Breakig Walls promosso dal Ministero della Gioventù e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, ideato da The round Table in collaborazione con MAC Group e realizzata da Alinari Sole 24Ore. Si tratta di una selezione 60 foto scattate due anni prima della caduta del Muro, nel 1987, che documentarono i graffiti presenti sul lato occidentale del Muro di Berlino, i cui resti ancora oggi costituiscono una galleria a cielo aperto nella capitale tedesca. In via Mercanti, inoltre, Stradedarts allestirà un muro composto da dieci pannelli di legno su cui lavoreranno undici famosi streets artist italiani: Air One, El Gato Chimney, Erics, Flycat, Mambo, Mr Wany, KayOne, Raptus, Rendo, Sea Creative e Senso. Le performances live si svolgeranno dal 9 al 13 novembre e gli artisti saranno chiamati a rappresentare immagini e scritte ispirate alla storia del Muro di Berlino e al suo crollo avvenuto il 9 novembre 1989. “Per quasi trent’anni, la grigia parete del Muro che divideva Berlino è stata la tavolozza sulla quale i giovani artisti – berlinesi e non – hanno dipinto la voglia di libertà di un’intera generazione – spiega il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni – Quei graffiti sono talmente significativi per la memoria europea che il comune di Berlino ha stanziato 2,5 milioni di euro per recuperarne almeno una parte. La mostra che presentiamo qui a Milano riproduce gli affreschi che decoravano il Muro di Berlino nel 1987, due anni prima della caduta. Ma il progetto non si esaurisce qui. Continua infatti su internet con la rassegna “Breaking Walls” con l’invito ai protagonisti della Street Art contemporanea a dedicare una loro opera ai tanti muri che ancora devono essere abbattuti. Reprimere il vandalismo degli imbrattatori non vuol dire non avere attenzione nei confronti di un’espressione della creatività giovanile particolarmente originale e feconda”. Le nuove generazioni creative della Street Art italiana celebreranno con un inedito happening la caduta del muro di Berlino con il progetto . Dal lunedì 9 a domenica 22 novembre Milano si trasformerà in un museo a cielo aperto con Plaza: Oltre il limite 1989-2009. Un evento culturale promosso dal Corpo Consolare di Milano e della Lombardia in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, che guarda all’arte come un’occasione comunitaria per condividere, oltre ogni confine, i valori della libertà, del dialogo e dell’alleanza tra i popoli. Piazza Fontana, Piazza della Scala, Via Larga, Via Dante, Piazza San Babila, Corso Vittorio Emanuele, Galleria del Corso, Palazzo Reale, Piazza Cadorna, Piazza Duca D’Aosta, Piazza Castello si trasformano in un grande museo a cielo aperto per ospitare opere d’arte contemporanea, tra sculture, installazioni, video art e percorsi espositivi fotografici che parlano di muri e frontiere superate, di incontri e incomunicabilità, di unione e solitudine, di libertà e alleanza tra i popoli. Ognuna con un lessico originale, complesso e articolato, a volte impertinente e pungente, a volte riflessivo e concettuale. In biblioteca Sormani, dal 9 al 16 novembre, sarà allestita una mostra dedicata alle pubblicazioni relative alla caduta del Muro di Berlino e agli anni della Guerra Fredda, da Yalta ai giorni nostri: le pagine di quotidiani e periodici nazionali e internazionali dell’epoca racconteranno gli eventi di quegli anni. Il 16 novembre alle ore 15.00 l’Aula De Carli della Facoltà di Architettura civile del Politecnico di Milano (via Durando 10) ospiterà lo spettacolo “1989…Crolli” a cura di Atir, Associazione Teatrale Indipendente per la Ricerca con al regia di Serena Sinigaglia con Fabio Chiesa, Mattia Fabris, Matilde Facheris, Stefano Orlandi, Marcela Serli. 1989 Crolli è il terzo e ultimo capitolo della trilogia che ruba il titolo a Georges Gurdijeff “Incontri con epoche straordinarie: 1943 – Come un cammello in una grondaia (ovvero del coraggio), 1968 (ovvero dell’incanto), 1989 Crolli (ovvero del disorientamento)” che Serena Sinigaglia dedica al teatro civile. Una rilettura degli avvenimenti chiave che hanno stravolto la nostra epoca, motivata dal bisogno di ricostruire una coscienza “politica” forte.

(Tratto dal sito del Comune di Milano)

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